
Food export
Il produttore di carne che voleva portare il ragù negli Emirati
Un produttore di carne con una storia di famiglia solida, un e-commerce che funzionava in Italia, e un vasetto di ragù che i clienti compravano a casse. L'ambizione: il canale gourmet degli Emirati, dove la cucina italiana è di moda ma gli scaffali li decidono pochi importatori selettivi.
Ho lavorato su due binari: gli importatori e distributori food del Golfo con un portafoglio italiano già avviato, e i buyer delle insegne gourmet. Per ognuno, prima la verifica: che marchi trattano, cosa hanno presentato alle ultime fiere, che certificazioni chiedono. Il ragù di manzo ha vincoli precisi in quei mercati: inutile scrivere a chi non può trattarlo.
Le mail erano in inglese, corte, con la storia della famiglia in una riga e un aggancio vero: la fiera a cui il buyer era appena stato, la linea premium che stava allargando. Una sola proposta: una scheda prodotto con i requisiti export già in ordine.
Le risposte serie sono arrivate da chi apprezzava proprio la trasparenza: requisiti chiari, niente promesse gonfiate. E ogni conversazione calda è passata al titolare con la scheda — le condizioni commerciali le tratta lui, io tengo il filo.
I nomi e i dettagli identificativi sono cambiati o trasfigurati; le dinamiche raccontate sono il mio modo di lavorare, e dove ci sono numeri, sono veri.